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LA PROVINCIA DI ASCOLI PICENO PER L’ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE EUROPEA DEL PAESAGGIO.

La Provincia di Ascoli Piceno è fra le sei province italiane che hanno aderito alla RECEP (Rete europea degli enti locali e regionali per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio) in qualità di membri fondatori. Dal 2006 è impegnata in un percorso progettuale teso ad applicare gli articoli 5 e 6 della CEP ed a sperimentare metodi di coinvolgimento e partecipazione delle popolazioni locali nei processi di governo del territorio. In specifico il progetto provinciale prevede interventi di sensibilizzazione della società civile che si concretizzano in Saggi Paesaggi Festival; prevede inoltre attività di formazione rivolte ai tecnici ed agli amministratori degli Enti Locali, attività per la costruzione di strumenti tecnici tesi alla corretta gestione del paesaggio ed, infine, progetti pilota volti a sperimentare metodi di copianificazione partecipata e di governance.

   
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ASCOLI PICENO - Galleria d’Arte Contemporanea
21 marzo – 13 settembre 2009
PROROGATA FINO AL 27 SETTEMBRE

La mostra di Tullio Pericoli, SEDENDO E MIRANDO, i paesaggi (1966 al 2009), citazione leopardiana che dà il nome anche a un dipinto in mostra, prende in esame l’intera ricerca sul paesaggio condotta dall’artista marchigiano (nato a Colli del Tronto in provincia di Ascoli, nel 1936 e vissuto dal 1961 a Milano) notissimo come disegnatore e ritrattista, ed è la più grande finora realizzata da Tullio Pericoli su questo tema.

La mostra, curata da Elena Pontiggia e organizzata dalla Provincia di Ascoli Piceno con il contributo della Fondazione Carisap ed il sostegno della Regione Marche e del Comune di Ascoli Piceno, costituisce l’evento più prestigioso del ricco programma  del FESTIVAL SAGGI PAESAGGI.

Una mostra destinata a bissare il successo di quella che l’edizione 2008 del Festival ha dedicato ad Osvaldo Licini, artista prediletto da Pericoli e con il quale non sono poche le affinità di segno e di visioni.

SEDENDO E MIRANDO offre al pubblico una scelta articolata ed organica delle opere realizzate dal 1967 ad oggi in un percorso che segue l’evoluzione dell’artista nel suo rapporto con il paesaggio, rivelando la continuità del tema nella poetica di Pericoli, su un arco di oltre 40 anni di attività, per quanto in mostra prevalgano le opere degli ultimi quattro, cinque anni.

“Si tratta di un tema che non ho mai abbandonato, che ho trattato in periodi diversi, ora in forma di racconto, ora in modo più astratto”,  racconta l’artista

In mostra presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno, all’interno di uno splendido edificio conventuale rinascimentale, 130 opere per gran parte inedite. Soprattutto olii sulla cui materia pastosa  l’artista spesso interviene con incisioni che danno spessore al dipinto e lasciano vibrare la superficie.

Si parte da Studio per la città in fiamme, 1966, si prosegue con la serie delle Geologie degli anni Settanta e, attraverso la serie intensa degli acquerelli della seconda metà del decennio, si giunge alle opere più recenti. Tra queste sono compresi tutti i più significativi lavori dell’artista, a partire dalla monumentale e spettacolare Lunetta per Torrecchia, eseguita nel 2002 per la residenza di campagna di Carlo Caracciolo.

Spiccano inoltre in mostra opere come Terra rossa (2004), Terreni (2007) e Alta collina (2008), quest’ultima nota perché adottata come logo della campagna di difesa del paesaggio condotta da Italia Nostra nel 2008.

Pericoli allude nei suoi titoli ai paesaggi italiano, più spesso, marchigiani.

Vi allude cautamente, perché sono paesaggi non descritti ma reinventati, divenendo un paesaggio della fantasia e dell’anima: una sorta di linguaggio di valore universale. Riaffiora l’eco e l’atmosfera delle colline intorno ad Ascoli, quei campi, quelle distese della sua terra familiari fin dall’infanzia.

“Tuttavia non è la realtà che interessa Pericoli, ma la realtà della pittura. Il suo è un viaggio nei territori del segno e del colore, tra le pieghe delle tele e delle carte per approdare a un oltre misterioso”, scrive Elena Pontiggia. Questi quadri diventano ritratti e autoritratti: immagini dell’artista e immagini di noi, del nostro tempo. “Come in gran parte dell’arte moderna il paesaggio diventa un pretesto per una cartografia interiore e visionaria, una geografia di idee e di affetti”, continua la curatrice.

Colori minerali che esplorano le estensioni dell’argento e dell’ardesia, i bianchi e le tante sfumature di grigio scabro dei canali o dei solchi tracciati come leggere incisioni. O al contrario si accendono di toni ferruginosi, materici, caldi, bruni, arancio e ocra; di verdi in simpatia di azzurro, di rosa albeggianti e teneri.

“La bellezza non manca in questa opere - sottolinea Elena Pontiggia - che raccontano di luci magiche e di segni alchemici, tramutando acque e terre in continui incantesimi.”

 “Io, dentro il mio dipingere metto il piacere di trasformare in pittura la bellezza del mondo usando i graffi del disegno come antiche cicatrici di un volto, i solchi del pennello, la sapienza dell’impaginazione, la capacità di leggere con gli occhi le stratificazioni e le relazioni presenti nella natura” afferma Pericoli.

L’artista inventa nei suoi quadri un’unità segnica nuova: i suoi mosaici dipinti nascono da porzioni di materia segnata, vergata. Un’unità di forma-segno che raccoglie l’eredità materica dell’informale alla quale Pericoli è giunto seguendo un lungo percorso che inizia appunto negli anni sessanta.

Nei paesaggi invece della fine degli anni Sessanta, che Pericoli chiamava “geologie” in cui prevaleva una visione sotterranea attenta ad esplorare stratificazioni profonde, lo spazio non era ancora articolato in tarsie ma si presentava già scandito da andamenti linearistici che lo imprigionavano in un ostinato reticolo. Seguono opere impostate su un orizzonte virtuale intorno al quale fiorisce una famiglia di figurazioni embrionali e fantastiche (L’Orizzonte, 1976). Spazi visionari e fiabeschi compaiono compaiono anche nelle opere dei primi anni ottanta (Aria di pioggia, 1980; Paesaggio italiano, 1981) caratterizzate da una presenza lussureggiante di elementi lirici ed evocativi, disseminati in uno spazio rarefatto. E’ a partire dagli anni novanta che, (da Terre d’ombra e Colline, 1999 a Lunetta per Torrecchia, 2002) la tela si struttura come un accostamento di forme-segni. Colline e città antiche, pianure e boschi, campi coltivati e cieli diventano un’enciclopedia di segmenti, un catalogo di punteggiature, un diario di ricami strappati e di graffi.

Opere dense di segni e di materia, quelle più recenti, meno letterali, apparentemente lontane da riferimenti alla natura. Superfici che modificano la forma, anche per quello che nascosto o misterioso c’è sotto, in un rapporto continuo tra la parte esteriore e quella interna. Una mappatura di intensa emotività che costituisce una sorta di idioma espressivo nell’invenzione e nella partitura di spazi altamente lirici. Ma cosa vogliono dirci questi segni che non sono meri esercizi grafici? Si domanda Elena Pontiggia.

“I paesaggi di Pericoli sono paesaggi abitati, non dall’uomo ma dal tempo. Da quelle stagioni che Leopardi si figurava sedendo e mirando la siepe dell’Infinito, appunto. E forse proprio questo heideggeriano essere-nel-tempo costituisce uno dei più alti insegnamenti di questi quadri. Perché la “favola bella” che ci mostrano è anche una favola breve.”

 

BIOGRAFIA

Tullio Pericoli nasce a Colli del Tronto (Ascoli Piceno). Dal 1961 vive a Milano dove si afferma come pittore e disegnatore. A partire dagli anni '70 inizia a collaborare con la rivista "Linus", con il "Corriere della Sera" (dal 1974) e con il settimanale "L'Espresso". Intanto espone le sue opere a Milano, Parma, Urbino e presso l'Olivetti di Ivrea. Realizza i disegni per l'edizione del volume Robinson Crusoe per l'Olivetti, e, nel 1985, li espone a Milano (presso il Padiglione di Arte Contemporanea), poi a Bologna, Genova e Roma. Intanto dal 1984 collabora con "la Repubblica". Nel 1987 Livio Garzanti gli affida l'incarico di realizzare, in un salone della casa editrice, una pittura murale. Nel 1988 pubblica presso la casa editrice Prestel di Monaco il volume Woody, Freud e gli altri, che uscirà anche in edizione francese, spagnola e americana. Il libro diventa inoltre catalogo di una mostra presentata con successo in Germania e in Austria. Nel 1990 è la volta di Ritratti arbitrari, pubblicato in Italia da Einaudi. Proseguono le personali dell'autore, che espone a Milano (Attraverso il disegno è il titolo dell'ampia mostra ospitata a Palazzo Reale), Parigi e Monaco. Riceve il "Premio Gulbransson" dall'Olaf Gulbransson Museum di Tegernsee (1993) e presenta una mostra dal titolo Il tavolo del re ospitata al Gulbransson Museum stesso, a Bamberg, Francoforte e New York. Nel 1995 si avvicina al teatro disegnando scene e costumi per l'opera L'elisir d'amore di Donizetti che va in scena a Zurigo. Tre anni dopo, nel 1998, cura un nuovo allestimento della stessa opera per la Scala di Milano.

Nel 2001 mette in scena Le sedie di Ionesco per il Teatro Studio di Milano, curandone la regia, le scene e i costumi e nel 2002 disegna scene e costumi per Il turco in Italia di G. Rossini sempre per l’Opernhaus di Zurigo.

Il volume Terre (Rizzoli), edito anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, raccoglie una selezione di opere sul tema del paesaggio. Di questi dipinti si tiene un’ampia mostra a Palazzo Lanfranchi a Pisa all’inizio del 2002.

Sempre nello stesso anno la casa editrice Adelphi pubblica il volume I ritratti, una raccolta di 577 volti di personaggi soprattutto  letterari, parte dei quali vengono esposti nel 2003 allo Spazio Oberdan di Milano. Per l’occasione Adelphi pubblica un nuovo volume di ritratti dal titolo Otto scrittori.

Nel 2004 tiene a Roma, a Palazzo Venezia, una mostra sui grandi dipinti realizzati nella residenza di Carlo Caracciolo a Torrecchia, pubblica La casa ideale di Robert Louis Stevenson (Adelphi) e Viaggio nel paesaggio (Edizioni Nuages).

Nel 2005 esce presso Bompiani L’anima del volto.

Nel 2006 espone i suoi dipinti in una mostra dal titolo Parti senza un tutto presso la Galleria Ceribelli di Bergamo.

Nel 2007 espone i ritratti di Samuel Beckett a Dublino presso la Oscar Wilde House. Adelphi pubblica un’edizione illustrata di Robinson Crusoe che rielabora il progetto realizzato per Olivetti tra il 1982 e il 1984, mentre Rizzoli pubblica Paesaggi e una parte delle opere del volume viene esposta presso la galleria Lorenzelli Arte di Milano.

 

SEDE Galleria d’Arte Contemporanea – C.so Mazzini 90 – Ascoli Piceno – 0736/248663

ORARI: continuato 10.00-19,00; giorno di chiusura lunedì

BIGLIETTO 6 euro (intero) - 4 euro (ridotto)

CATALOGO SKIRA - Testi di Elena Pontiggia, Stefano Papetti, Arturo Carlo Quintavalle, Antonio Tabucchi

INFO 0736/277552 - Galleria d'Arte Contemporanea, info e prenotazioni: 0736.248663

la mostra è stata realizzata grazie al determinante contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno

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la Filosofia del Festival
Programma Definitivo 2009
Programma Definitivo 2009
Le Mostre Evento
L'omaggio del poeta Guido Monti all'arte di Tullio Pericoli
Governare il Paesaggio
Per il governo partecipato del paesaggio
Per scegliere il proprio paesaggio
Il patrimonio naturale geologico nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Ascoli Piceno
Il ruolo delle Province nel governo del territorio
Paesaggi Umani
1° Maggio a Grottammare
I workshop di Paesaggi Umani
Concerto del pianista Fausto Bongelli
Chi mangia la foglia...ballando con i Mazzamurelli dei li Sibillini
Convers(Az)ioni sul paesaggio
Erri De Luca: Il Mare
Giuseppe Piccioni: Sguardi e Paesaggi
Eugenio De Signoribus: Voci sulla Poesia
DNA del paesaggio
Expo della Scienza 2009
Mini Darwin alle Galapagos
E' il mio ambiente...i grandi risultati si ottengono insieme
Misteri al Museo 2009
A scuola di paesaggio
Paesaggi Sensibili di Italia Nostra
Omaggio a Licini
Fiori fantastici e angeli ribelli
Le terre di Osvaldo Licini - Concorso fotografico Nazionale
Visite guidate d'eccezione
Sbaraglia i pregiudizi! Chi è veramente l'asino?
Progetto Chiese Aperte
Sulle vie del romanico
Sulla via dell'arte. Colori, forme e suoni delle parole di San Paolo
Residenza d'artista
La figura di San Paolo nell'arte
La Comunità
Festa e fiera di San Giorgio
Apertura del chiostro minore della chiesa di Sant'Andrea
Fermo immagine: nuove ed antiche grafiche
Marche in Mostra
Raffaello e Urbino
Pasqualino Rossi. La scoperta di un protagonista del Barocco
Le stanze del cardinale. Caravaggio, Guido Reni, Guercino e Mattia Preti per il cardinale Pallotta

Direzione Festival: Sandro Polci
Comunicazione: Marchethink
Ufficio Stampa: LR Comunicazione

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