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LA FILOSOFIA DEL FESTIVAL
Il paesaggio, secondo una metafora fortunata ed efficace, può essere definito il volto di un territorio, l’immagine con cui le comunità che abitano e vivono in un luogo si percepiscono e si riconoscono, con cui si presentano agli altri e si rendono riconoscibili per quello che sono state nel bene e nel male, ma anche per quello che vogliono essere, per il futuro che intendono costruire.
Tematizzare il paesaggio vuol dire infatti costringere lo sguardo a superare il semplice per accettare il complesso, oltrepassare l’interesse soggettivo e personale per armonizzarlo con quello collettivo. Perché il paesaggio è contesto, è intreccio di storie ed epoche, è relazione fra cultura e natura. E’ un bene culturale vivo e vissuto, con cui tutti interagiamo e che tutti contribuiamo a formare, nelle sue bellezze e nelle sue bruttezze, nelle sue armonie e nelle sue fratture, nel disegno ordinato delle campagne e dei centri storici così come nella invasività della città costiera, nel rispetto dell’ambiente e negli scempi. Parlare di paesaggio vuol dire mettere a tema le relazioni tra persone e tra generazioni, il patrimonio sociale ed ambientale, la qualità della vita, insomma il bene comune. Saggi Paesaggi Festival muove da tali orizzonti culturali nella prospettiva dell’applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio. In coerenza con l’articolo 6 si propone di sensibilizzare la società civile, le organizzazioni private e le autorità pubbliche al valore dei paesaggi, al loro ruolo e alla loro trasformazione. Alle popolazioni del territorio il Festival propone di discutere, pensare e progettare il futuro ancorandolo con rispetto e sensibilità alla specificità dei luoghi. Le mostre, i convegni, gli spettacoli sono occasioni in cui i cittadini, i giovani, le scuole, gli intellettuali, i professionisti, gli artisti, gli amministratori possono ritrovarsi per leggere ed interpretare il loro spazio di vita, per raccontarsi e raccontare il progetto di sviluppo territoriale che sempre più chiaramente il Piceno sta delineando, caratterizzato da economie sostenibili, da qualità diffuse, da innovazione, da inclusione ed apertura al mondo. La sezione emotiva del Festival affida ai linguaggi dell’arte il compito di aprire uno sguardo nuovo sugli spazi della natura e della cultura, sui luoghi anche della quotidianità. Accanto alla sezione emotiva, Saggi Paesaggi ne prevede anche una riflessiva. Essa si propone di aggiornare ed attivare competenze e professionalità funzionali alla conoscenza, tutela, recupero, manutenzione, restauro e valorizzazione del paesaggio come bene comune. In collaborazione con le istituzioni formative ci si rivolge ai cittadini ed in particolare ai decisori in grado di indirizzare le politiche paesaggistiche del sistema locale, quali sono in primis i tecnici, i professionisti e gli amministratori dei settori legati alla pianificazione ed al governo del territorio La riflessione inoltre seleziona e tematizza ogni anno paesaggi che meritano di essere rimessi al centro della percezione pubblica, sia perché eclissati dai modelli organizzativi ed estetici dominanti, sia perché rilevanti nel processo di riappropriazione qualitativa degli spazi di vita. Esplorazioni guidate, itinerari, percorsi, passeggiate in luoghi storici e della contemporaneità, rurali ed urbani, privati e civili, del lavoro e della socialità. Il Festival costituisce anche un momento importante di valutazione, socializzazione e condivisione delle politiche che il territorio provinciale sta attivando relativamente al governo del paesaggio. In modo aperto e partecipato si confrontano le esperienze di percorsi locali con quelle di altri territori, sia italiani che europei. Il dialogo interistituzionale e lo scambio di buone pratiche è favorito dalla RECEP (Rete Europea degli Enti Locali per l’Attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio ) di cui la Provincia di Ascoli Piceno fa parte. |