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> Giugno - Luglio - San Benedetto del Tronto


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Il paesaggio, secondo una metafora fortunata ed efficace, può essere definito il volto di un territorio, l’immagine con cui le comunità che abitano e vivono in un luogo si percepiscono e si riconoscono, con cui si presentano agli altri e si rendono riconoscibili: documento a cielo aperto, su cui innumerevoli generazioni hanno scritto una dopo l’altra la propria storia, e monumento identitario, carico di segni e di messaggi di appartenenza. Proprio per questa sua forza comunicativa, per la trasparenza e la pienezza con cui veicola la cultura dei luoghi il paesaggio è stato scelto dal Piceno come suo bene culturale qualificante, mezzo privilegiato per parlare di sé, per presentarsi e farsi conoscere.
Fra monti e mare, sul morbido allinearsi delle colline che scendono in fretta a bagnarsi in Adriatico, la storia ha lasciato un fitto tessuto insediativo fatto di centri perlopiù piccoli (ben 400 sono quelli meritevoli di tutela) costruiti in cotto o in pietra. Il loro profilo apparentemente omogeneo, che disegna un contesto di coerente e discreta uniformità, in realtà nasconde dentro le mura spazi urbani declinati in modo originale e sorprendente, sempre nuovo e ricco: piazze raccolte e protettive, splendidi teatri storici, musei e pinacoteche, edilizia civile e religiosa carica di valori estetici ed artistici. Il tutto in armoniosa coerenza con la campagna, quest’ultima costruita con la stessa cura geometrica dei centri storici, presidiata da una diffusa presenza di case sparse, da un lavoro contadino che nei secoli ha disegnato un paesaggio così bello e curato da nascondere la fatica da cui è nato.
<< Terra delle madri>>, secondo la definizione di Osvaldo Licini che del paesaggio piceno è stato un interprete profondo, essa accoglie con la rotondità delle sue forme, con la generosità calda dei suoi vini, con l’amore non dichiarato dei suoi cibi, con il tenue rosato dei suoi borghi in cotto. Ma insieme terra dello spirito, vicina costantemente al cielo a cui la legano le montagne da ogni punto sempre visibili, aperta all’infinito a cui la richiama da ogni parte l’ineliminabile orizzonte del mare. Il dolce andare della vita, nel susseguirsi materno ed uguale delle colline, scorre sullo scenario di quesiti labirintici ed abissali. Finito ed infinito, reale ed assoluto finiscono qui, in questa armoniosa terra, con l’incontrarsi e toccarsi e per così dire inscriversi nelle forme stesse del territorio. Terra delle madri, dunque, ma anche terra degli enigmatici volti lunari, che ancora Licini significativamente ha vissuto come una ossessiva presenza di interpretazione esistenziale.
Per la rilevanza culturale ed identitaria che il paesaggio riveste per la cultura picena, esso è oggetto di particolare sforzo conoscitivo e di tutela. Il Piceno intende impegnarsi per la realizzazione della Convenzione Europea del Paesaggio ed è in relazione con le capitali nazionali ed europee che su questi temi lavorano in prospettiva tecnica e progettuale.
Punto di forza di tale lavoro innovativo e di ricerca è la Facoltà di Architettura dell’Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno.
Dopo Milano, Ascoli Piceno sarà la seconda tappa nazionale del più importante appuntamento europeo sul paesaggio, ospitando la IV “Biennale Internazionale del Paesaggio” di Barcellona. (link)
Segreteria organizzativa Saggipaesaggi Festival Piceno
Assessorato alla Cultura Provincia Ascoli Piceno Tel 0736-277539
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