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> 28 aprile - Amandola


Incontro di Teatro Internazionale

Tanya Khabarova e Marco Di Stefano presentano:

“1984 - 2006: l’esperienza del Teatro della Comunità”
Percorso visivo, grafico


Benvenuti ad Amandola, benvenuti al suo Festival!
Questa del 28 aprile è una piccola anteprima... vi attendiamo dal 24 al 30 luglio con prime teatrali internazionali, incontri con grandi registi del cinema italiano, teatro di ricerca e di sperimentazione e danza contemporanea
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Marco di Stefano



•nonstop di foto di Maurizio Buscarino sul festival
•mostra dei manifesti delle 22 edizioni del festival (prossima edizione 24 luglio 30 luglio 2006)
•manifesti delle oltre 180 compagnie internazionali ospiti nel corso degli anni
proiezioni di dvd delle precedenti esperienze di teatro della comunità
•oltre 60 produzioni di teatro della comunità in 15 paesi del mondo

Marco di Stefano e Tanya Khabarova direttori artistici dell' itifestivalamandola dialogheranno con gli interessati su questa dinamica e rivoluzionaria proposta teatrale che ha tra le sue basi la millenaria esperienza del vivere condividendo.
Letture e musica dal vivo ,interventi a sorpresa.

Tutto il chiostro sarà animato nel pomeriggio fino a sera con la sua conclusione nello
spettacolo di Marco Renzi sulle avventure del Guerin Meschino (> vai)

Link:
http://www.cinemando.com/marcodistefano.htm
http://www.tanyakhabarova.com
http://www.itifestival.org
http://www.amandolafestival.it


Il TEATRO DELLA COMUNITA'
è la forma teatrale coniata da Marco Di Stefano e Brigitte Christensen all’inizio degli anni ottanta, sulla scorta delle esperienze su nuove ed antiche forme di comunicazione, sull’onda del movimento del teatro di ricerca di quegli anni. Il primo esperimento di teatro della comunità fu anche il pretesto per la nascita del “Festival Internazionale del Teatro” di Amandola, divenuto anno dopo anno un punto di riferimento per artisti e pubblico, un’occasione per sperimentare nuove forme di comunicazione.

" L’approccio soft, dolce, il lavoro preparatorio, è la base fondamentale per l’esplosione dell’energia, della gioia di vivere, è ciò che porta alla partecipazione al di là di qualsiasi schieramento politico e religioso: il teatro può unire la gente sui valori universali di pace, tolleranza, giustizia, vita, rispetto reciproco.."

 
La conclusione naturale dell’esperienza di Amandola, dopo 16 indimenticabili edizioni, porta Di Stefano a divulgare questa forma teatrale in numerosi paesi europei e non solo. Si tratta di un’esperienza da diffondere, proporre e possibilmente riprodurre nel più ampio modo possibile: teatro della comunità, teatro creato – voluto - fatto dalla gente comune, da chi normalmente assiste, dalpubblico che ha finalmente la possibilità di far sentire la suavoce,per recuperare così la funzione di luogo di incontro sociale, culturale, politico del teatro. E’ il teatro come Polis, agorà, piazza, dove la nostalgia delle cose perdute, i frammenti di storia della nostra memoria si mescolano attraverso le età diverse dei partecipanti, s’intrecciano al racconto del presente e si proiettano nell’ipotesi di futuro. Il teatro della comunità come incontro tra generazioni. Quando è possibile, lo si realizza nel teatro principale della città, quartiere, villaggio, per aprire alla comunità spazi - spesso poco utilizzati - di riunione, di riflessione, di confronto.  

In questo momento storico c’è un’urgenza di progetti, come questo, che riuniscano i cittadini all’opera, spinti a conoscersi e a esprimersi nelle loro differenze. Lo sforzo creativo di produrre in poco tempo uno spettacolo teatrale lascia segni indelebili, come si è potuto verificare nelle oltre 40 produzioni di questo tipo, portate a termine con successo e grande partecipazione. Naturalmente tutto è preparato con una cura nutrita di conoscenza e di esperienza. La partecipazione della gente, anche la più scettica, è garantita dal lavoro svolto sul territorio una o due settimane prima da Marco Di Stefano e dai suoi collaboratori, sia attraverso il contatto diretto, sia con incontri pubblici - radio, giornali, televisione. Tutti i luoghi di incontro della città vengono visitati con discrezione. 


Segreteria organizzativa Saggipaesaggi Festival Piceno
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